Pagine

"e tu sei lì"

Attendo fiduciosa parole incoraggianti,
ti attendo alle spalle, essenza eterea,
mi volto e miro invecchiate presenze:
e Tu sei lì...

Sorveglio respiri nascosti, agitati,
bimbi senza illusioni, sbagliate percezioni
dell’animo umano:
e Tu sei lì...

La Liberazione aleggia su ogni volto cinereo,
felice nella sua frenetica attività,
vorrei ma non posso,
rincorro passi, veloci, eccitati:
e Tu sei lì...

Lievi palpiti, dita sapienti all’operato intravedo,
sirene, spiegati mezzi arrivano:
e Tu sei lì...

La fantasia dei ricordi,
giochi e parole bambine,
il dolce tuo sorriso impresso nel mio io:
e Tu sei lì...
Arrivano pesanti presenze lungo asettici corridoi;
le nostre radici, immerse in polveri sottili e mortali,
mi volto:
e Tu sei lì...

No,
vorrei, ma non posso.
Mi illudo sognando realtà nascoste,
tragicamente evase:
e Tu sei lì...

E Tu sei lì,
ora polvere, ora rosa rossa che amavi,
ora natura che sfidavi,
ora corpo esanime sotto al defibrillatore
che impietoso media cellule stanche
di una tua se pur discutibile
decisione alla non vita.

E Tu, Tu sei lì...
Una fotografia fantasma
Impressa nel mio io.


da "L'ospite molesto" - a mio fratello -
Creative Commons License

"libera"

Libera
Pubblicato il 28 aprile 2007

Correre alla vita per essere se stessi, un sogno ricorrente, la corsa nei prati irragiungibili della mia anima… spesso rincorrono i miei passi lo stesso viaggio fantastico nella misteriosa landa di Libera.

Libera.
La mia normalità… procede lentamente dirompendo il mio io frastornato. Ora sono un corpo fragile e una mente vivida con esteriorità condivise dall'apparire e dall'essere.
Correre alla vita per essere se stessi, un sogno ricorrente, la corsa nei prati irragiungibili della mia anima… spesso rincorrono i miei passi lo stesso viaggio fantastico nella misteriosa landa di Libera.
Veloce cammina, sotto la pioggia, piccole gocce di arcobaleno volteggiano ignare e felici disconoscendo la tragedia.
Il conte Vento sferza un corpo assetato di emozioni epiteliali, e la pelle dimentica di atti sensuali: implosione feroce di abilità perdute. E tu sei lì e attendi regale.
Maestà: sarai illusa! Terreno fervido di onnipotenza, senza speranze.
Libera, corre senza sosta nei suoi prati emozionali e nega la sua prostrazione. Sfugge la tua regalità che obnubila cellule impazzite che si tengono per mano perpetrando la pandemia della peste distruttiva.
Corre veloce contro il tuo tempo! E' il suo: è Libera e rabbiosamente sfugge alla conversione che tu ambisci, l'eccidio ti verrà negato anche se ne sei complice consapevole. Eri da lei disattesa.
Urla senza suoni implodono laceranti e gemiti languidi bruciano la notte silenziosa. Libera sorride felice: ha vinto e corre in braccio al conte Vento.
Ripercorro nel dormiveglia i cieli azzurri e sereni e i prati verdi, della mia anima che frenetica vuole la vita libera di Libera.
Lacrime scorrono veloci sulle scarne dune del mio volto…

Creative Commons License

alda chi è?

Nata nel 1954, diventa insegnante di scuola media inferiore di Educazione Tecnica, a 21anni segue dopo vari corsi specifici nel tempo e in maniera continuativa disabili psicofisici come inseg. di Sostegno.
Attualmente è in pensione, vive in Piemonte, la famiglia e gli amici le danno il “fulcro” per continuare a lottare. E’ attiva come volontaria presso alcune associazioni locali. Ha un sito personale ed alcuni blog.

Selezioni e Concorsi e Pubblicazioni
Anno 2007:
“Vorrei tornare feto” – 1000 parole – Gruppo Opifice
“Meteore” – 1000 parole -Gruppo Opifice
“Libera” – 1000 parole -Gruppo Opifice.
Questi 3 racconti sono stati inoltre letti nella trasmissione “Filtroletterario” dello studio Opifice su Radioalzozero.
“E tu sei li”- letta da Adriana Novello nella trasmissione “Poesie dell’etere”
“La Eco” – letta da Adriana Novello nella trasmissione “Poesie dell’etere” “Lettera”-concorso 3° indetto da http://www.poetika.it in Pescara

Anno 2008:
“Perdonami” – concorso “Tra un fiore colto e l’altro donato” – Aletti Editore “Onde” – concorso “Verrà il mattino e avrà il tuo verso” – Aletti Editore “Solitudine” – inserita “Prima antologia Visual-letteraria” a cura di M. Baglioni.

Anno 2009/2010: “Respiro” concorso “Parole in Fuga” – Aletti Editore “Maremoto” concorso “Verrà il mattino e avrà un tuo verso”- Aletti Editore
“Cielo azzurro” -Antologia “Poeti di Italia”-Profumo di Poesia a cura di Roberto Russo.
“Primo atto” -Antologia “Poeti di Italia” di R.Russo
“Oblio di un amore -Antologia “Poeti di Italia”di R.Russo
“Il non ritorno” -Antologia “Poeti di Italia”di R.Russo
“Gioco la vita” -concorso “Il Federiciano” -Aletti Editore

“L’ospite molesto” il 1°Libro di narrativa biografica pubblicato da Ennepilibri / www.ennepilibri.it di Imperia. -”L’ospite molesto” è utilizzato per la Tesi di Laurea “Il corpo nella disabilità” di Martina Mariani- Relatore Roberto Medeghini


Creative Commons License

"meteore"

©copyright by AldaViscontiTosco
concorso vinto: Gruppo Opifice

Meteore
Pubblicato il 1 settembre 2006

Trascorrerò la notte agitata: vedrò nelle ore di veglia inquietanti in Mandrogna, solcare il cielo. Loro: fuochi affascinanti, barlumi di vita, non previsti dal camice dottorato, fuggono rapidi e furtivi. Respiro piano, il cuore tende a uscire dal suo comodo talamo. Tengo fra le mie una mano scarna, tremante.

Novembre, del '98. La valigia in mano, la mia indole Aldacentrica ha rimesso in ordine tuttocompresi gli affetti. Di nuovo i camici bianchi. Vengo assegnata ad un giovane agitato, logorroico: riuscirà a sconvolgermi la vita. La Sfiducia si stava insinuando.
Trascorrerò la notte agitata: vedrò nelle ore di veglia inquietanti in Mandrogna, solcare il cielo. Loro: fuochi affascinanti, barlumi di vita, non previsti dal camice dottorato, fuggono rapidi e furtivi. Respiro piano, il cuore tende a uscire dal suo comodo talamo. Tengo fra le mie una mano scarna, tremante. Io e quel corpo di donna consunto dallo scorrere di attimi dolorosi, assise sulla sponda dell'asettico letto: assistiamo. Lacrime solcano volti inespressivi al chiarore di una luna beffarda. Parole illogiche sfuggono. Rabbia inesplosa, malamente contenuta, emozioni sospese da ore.
Ricerco, rapida, motivazioni valide per assaporare l'insolita esperienza di vita astrale. Le meteore, attese in altre giornate beffeggiano il mondo. Corro a pensieri dannosi e distruttivi, alternanza di lacrime e risa. Come una meteora, beffardo il verdetto: non ci saranno cure per guarire. Meteore: un fuoco, vivo, senza estinzione. Corre sulla mia testa un passo incerto.
Tonfo di un volo stanco senza senso apparso ai miei occhi. La liberazione cercata con coraggio o vigliaccheria non giudicata. Lacrime scorrono,obnubilate dalle sirene legalizzate nel cuore della notte. Non era previsto dal computer: una condanna di non-vita.

Creative Commons License

"gioco la vita"

Gioco la vita.

Lenta nostalgia,
sorbisce fantasiosi
passi liberi:
dimenticati.

Corre sulle note,
timida, danzando,
lacrima:
dispettosa.

Onda anomala,
getta aria salmastra,
magnifico inferno:
la lotta.

Dimentica,
mia disperazione,
gioco la vita:
vittoria.

@byViscontiToscoAlda

selezionata nel concorso “Il Federiciano” -Aletti Editore

Creative Commons License

"giornata della "violenza sulle donne"

LETTERA A VERA AMBRA


25 novembre 2010

Giornata della “Violenza sulle Donne”

 

LETTERA A VERA AMBRA

 

Cara Vera,
non potendo prendere parte alla Giornata Mondiale contro la violenza alle donne, vorrei con questa mia lasciare una testimonianza relativa al perché ho gettato le mie emozioni su un testo di produzione senza pretese: “L'ospite molesto” edito dalla Ennepilibri di Imperia, che sta partecipando al Concorso Letterario Donna semplicemente Donna.
Ringrazio pubblicamente in questa occasione, gli editori: Rinangelo Paglieri e Nadia Pazzini che hanno creduto in me e mi è sono stati a fianco in questa mia prima esperienza di scrittrice.
 

Fatico sai a sentirmi scrittore, non penso di averne titolo e non riesco a immedesimarmi in questa veste. Preferisco essere definita un testimonial che si può vincere la malattia con determinazione e ottimismo, superando “scogli pesanti”.
 

Sono giunta per caso, al vostro concorso, particolarmente incuriosita ho letto la relativa Locandina, emotivamente coinvolta dall'essere appunto una semplice donna con un vissuto faticoso ma nello stesso tempo intenso come esperienza di vita.
 

Inizialmente ero perplessa, restia di protagonismo.

Ripensandoci, forse questa avrebbe potuto essere un sistema per donare aiuto con il mio libro ad altre donne che in malattia, a volte subiscono soprusi psicologici, e si ritrovano a dover gestirsi interiormente con le emozioni.
 

Ho partecipato.

Sono una donna che ama “giocare” con il destino e la “causa” mi è apparsa fin dall'inizio ottima per provare ad essere una presenza concreta per l'altro.
 

Ho 56 anni ora, allora ne avevo 20 e insegnavo ai ragazzini disabili, presso la scuola media inferiore. Sì, i miei ragazzini speciali, li amavo e ancora oggi quando oramai grandi me li ritrovo davanti con un “ciao maestra” mi sciolgo nel mio “io”, felice di essere stata per loro importante.
Sì ero la loro maestra, non la prof, ero semplicemente Alda, non volevo usassero titoli, ero la loro mamma, zia, sorella di scorta.
 

Ho vissuto le loro violenze subite e perpetrate nel tempo. Allora non conoscevo l'incesto, non sapevo a 20 anni cosa fosse, allora eravamo tutelate dai fatti seri della vita.

Avevo dimenticato i miei 12 anni e gesti invasivi rimossi per esserne sfuggita alla grande per una forma di autodifesa istintiva, grazie soprattutto a mia madre che “aperta” istruì noi figlie a “s-fuggire” atti invasivi non consenzienti.
 

Oggi mi chiedo come sono riuscita, allora, a dimenticare per anni un “gesto” di un parente, che mi segnò nel tempo, colpendomi in un momento in cui ero “debole” in malattia, ospite presso la figlia.
 

Sono cresciuta con i miei ragazzi, con i loro handicap fisici e mentali, con i loro retaggi di violenze subite in seno alla famiglia. Le ragazzine drogate dai sonniferi per “liberare” con il loro sonno profondo, le madri, affinché praticassero il più vecchio mestiere del mondo, costrette da compagni senza lavoro, ubriachi spesso la sera. L'incesto creatore di serie malattie mortali fra consanguinei, con piccole vittime inconsapevoli.
 

Ho lavorato con i miei ragazzi per 17 anni, e imparando molto da loro, ho costruito le basi della mia professionalità.
I miei piccoli speciali che mi hanno insegnato a superare se pur ancora oggi a volte con fatica il mio handicap.
 

La pseudo-violenza, la voglio appellare così. Un gesto, che nel mio iter diagnostico, fu negativo per rendermi restia ad ogni contatto fisico fatto da “estranei” anche a fin di bene, allungando i tempi di una ricerca di diagnosi, rifiutandomi caparbiamente ad essere sottoposta ad esami dove essere messa a “nudo” mi creava disagio.
 

Sì, spesso la medicina è “UOMO” e uomo per alcune di noi significa violenza.
Forse allora il mio inconscio mi rendeva “sensibile” ai loro vissuti... erano anche il mio, venne a galla dopo nel tempo: scrivendo.
 

Autoanalisi per non impazzire.
Scrivere un diario, ricordando eventi passati, buttando sulla carta rabbia spesso manifesta o sopita che poco per volta emerse insieme al ricordo.
Scrivevo di notte, piangevo lacrime silenziose, amare di rabbia: non capivo, ma sapevo che qualche cosa di veramente serio stava accadendo: la paura era al mio fianco.
Ho incontrato nel tempo medici che mi hanno aiutato a “dire/chiedere” e capire un disagio per eliminarne un altro e alla fine conoscere il mio nemico.
Sapere che era un “nome” una entità pur nella crudezza della patologia mi aiutò a combattere e riprendere fiducia in me stessa. Conoscevo.
La sclerosimultipla, fa paura sempre, la si combatte, si fa ricerca, ma è sempre un nemico presente ogni minuto, ora, devi accettarlo e conviverci, e con “Lei” devono conviverci la famiglia, l'uomo che hai a fianco, i figli, gli amici... e tutti gli operatori presenti nel corso di malattia.
 

Ora, sono qui, con te Vera Ambra, e con Voi, la mia mente trasmessa solo tramite un foglio bianco con tante letterine nere, sono qui per chiedere che la “medicina”, “la legge”, la “bioetica”, aiutino la donna a non essere più sola, aiutino i professionisti della salute, a capire e comprendere che non vi è solo una malattia del corpo o di un organo, ma che spesso sotto una grande facciata, una maschera di sorrisi, una piccola donna, si nasconde un sopruso che non aiuta a farsi aiutare... vorrei si smettesse di dare target per nascondere dubbi ed incertezze, ma si parlasse apertamente con umiltà di intenti...
Non mi dilungo, non è necessario...
 

Cara Vera Ambra, grazie a te per avermi permesso di partecipare a questo gioco delle parole, che però è anche il gioco della mia vita: è tutto questo “L'ospite molesto”.
Un diario, narrativa condito da esperienze reali a volte “raccontate in prosa o poesia” per eliminarne il “pathos” che spesso appare evidente in alcune pagine al lettore. Un presente e passato alternato per alleggerirne la lettura. Non ho idea se si ci sono riuscita. A volte il rileggermi mi procura lo stesso dolore di allora.
Ho cercato di pormi con delicatezza, perché purtroppo nelle mie parole ci si potranno immedesimare parecchie donne.
Ora, sono e sarò sempre ancora Alda, matura negli anni, con una costante: la mia grande voglia di vivere e dare agli altri una parte di me che non è imprigionata nel mio corpo lento e stanco, ma è libera nel mio essere Donna, Madre, Moglie, volontaria: il mio “io”.
Oggi, nonostante tutto, mi guardo nelle vetrine, non vedo la mia sedia a rotelle, o gli inseparabili “ausili”: vedo solo Alda!
Ricomincio a sorridermi donando a chi mi guarda curioso un sorriso che vorrei ri-venisse donato a me, dimenticando che non sono un handicap ma sempre e semplicemente una donna.
Gentili Organizzatori, autorità presenti, vi ringrazio per avermi dato l'opportunità di fare conoscere questa esperienza di vita in malattia.
Una guerra invisibile inizialmente, poi man mano manifesta nella disabilità... il Gioco della Vita!
 

Un abbraccio circolare a tutti.
Alda Visconti Tosco

 

http://www.venticinquenovembre.it/donnasemplicementedonna.htm

Giornata della “Violenza sulle Donne”

DONNA SEMPLICEMENTE DONNA
Un concorso letterario per promuovere una nuova cultura della donna

 

Il concorso letterario nasce con lo scopo di dar voce a quelle "silenziosità" che operano nel cuore delle donne e che difficilmente vengono a galla se non attraverso l'uso sapiente di una penna (oggi mouse).

Scavare, attraverso uno scritto o una poesia, permette al pensiero di liberarsi e di liberare il peso che lo costringe a marcire e a radicare in profondità.


Altro obiettivo del premio è quello di far nascere - presso la sede del Comitato Provinciale di Catania - una biblioteca per raccogliere testi scritti dalle donne.
 

La prima edizione si è conclusa con La vittoria, per la sezione edita, di Amilca Ismael,  con il romanzo “La casa dei ricordi”. La scrittrice italo-mozambicana è sta nominata “Donna dell’anno 2010” dall’Università della pace della Svizzera italiana. Per la sezione inedito il primo premio è stato assegnato a Gabriella Rossitto con il racconto "Quale verità?"

 

Questi risultati:


Sezione Inedito

1a classificata
Gabriella Rossitto "Quale verità"
2a classificata Nicoletta Calvello "Annientarsi"
3a classificata Rosalia Lo Cascio "Bambole"

PREMIO DELLA GIURIA
Angelica Dell’Omo "La storia più bella"
Anna Lisa Maugeri "Iris in bianco e nero"
Antonella Scaramuzza "Magico specchio"
Cassandra Venturini "Vent’anni dopo"
Cristina Lanaro "In attesa di giudizio"
Dora Millaci "Il dolore nascosto"
Francesca Levo Calvi "Una ragazza allegra"
Gerolama Maesano"Ritratto di donna"
Giovanna Li Volti Guzzardi "Il giorno della donna"
Grazia C. Schillirò "Cortese Signore"
Giusi Cattafi "Vita"
Maria Falchi "Indifesa"
Marta Limoli "A volte è per sempre"
Micaela Balice "Giace nella Terra – nuda –"
Niva Ragazzi "Cosa posso fare?"
Renata Di Sano "Sete"
Renata Rusca Zargar "Non sarà un vero ritorno a Muqdisho"
Milly Nale "La rosa sfiorita"
Nadia Galli "Lei"
Nadia Marra "Bianco Natale"
Rossana Sciascia "Ottobre"
Sabrina Balbinetti "Er branco"
Sara Aguiari "L’Angelo nero"
Sara Bassi "Fior di donna"
Silvana Calanna "Donne d’Afghanistan"
Simona Corbo "Le terre popolate dai gridi di nidi e sussurri di venti"
Violeta "Silenzio"



Sezione Edito

1a classificata Amilca Ismael "La casa dei ricordi"
2a classificata Mariella  Mulas "Al rumore di risacca l'onda della vita"
3a classificata Sara Aguiari "Un marchio nell'anima"



PREMIO DELLA GIURIA
Ada Fichera "Al di là del silenzio"
Alda Visconti Tosco "L'ospite molesto"
Antonella Senese "Un attimo Eterno da rivivere all'infinito"
Antonia Belvedere "L'aquilone"
Beatrice Gradassa "Lievi umane imperfezioni"
Bojana Bratic Ivic "Voci di donne della ex Jugoslavia"
Chiara Del Soldato "Non sempre la stessa storia"
Chiara Rossi "Il genio delle donne"
Carmela Tuccari "Fiorite da ceneri di lava"
Maria Teresa Amore "Voci dal silenzio"
Rosanna Sciacca "Le cascine di Adele"
Silvia M. Damiani "Le voci di Nike"
Paola Pellegrini "Rime vaganti"
Katia Brentani "Couscous & Tortellini"
Michela Zanarella "Vita - Infinito - Paradisi"
Micaela Balice "Cenerentiola balla sola"
Bruna Mainardi  "I toni del grigio"
Mariella Sudano "Azzurro Gusto"
Gabriella Rossitto "Segrete stanze"
Angela Agnello "La bimba invisibile"
Dominga Carrubba "Cimeli di Organza"
Dubravka Silvia Cikron Corbellini  "7 prove per Clarence"

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------


 
 

 

 

 



Creative Commons License

da "L'ospite molesto" pagina 29-30

Io, ragazza
Ritorno vorticosamente all’indietro: il mio cervello riattiva ciò che resta del passato, mi rimetto in discussione, supponendo di essere fuori dai “quadri!” Una sorta di stragrande desiderio di attenzioni ricercate con malesseri strani? Leggo molto, la psicologia mi affascina e cerco soluzioni allo strano disagio che mi sta avvolgendo da troppo, troppo tempo!
Mi ritrovo con il pensiero all’inizio della mia carriera scolastica, vedo pochissimo per una retinopatia che mi accompagna dalla nascita. Non percepisco più colori, fatico ad insegnare, macchie scure più nere del nero, fisse, mi ricordano il buco nero fantasma delle paure. Distacco di retina parziale bilaterale non previsto.
Un collega di matematica con seri problemi visivi pure lui, mi invita a provare a recarmi presso il Centro di Oftalmologia Barraquer di Barcellona in Spagna. Andrò, organizziamo un controllo insieme. Risolvo i problemi passando sotto ai ferri del chirurgo e con una strana promessa che mi estorcono, senza che io riesca a comprendere: “si sposi, ma non faccia figli”, vengo dimessa. Vedo incanutire mio padre in una settimana... era il 1975, 21 anni.
In autunno riprendo ad insegnare, sono ospitata dalle Suore Giuseppine di una piccola comunità montana del Biellese. Mi pago la retta donando il mio tempo al servizio mensa della loro scuola. Trivero, questo piccolo paese mi conquista, ma nello stesso tempo mi regala una solitudine inspiegabile legata alla scomodità degli incontri con miei coetanei e una vita di relazione ristretta.
Conosco realtà diverse, situazioni famigliari assurde; l’incesto e gli amori di gruppo creano figli diversi. Crescerò in fretta, non sono più protetta dalle parole nascoste. Una realtà vitale a me sconosciuta. Aree invivibili di grande solitudine dove uomini al limite del raziocinio si comportano a volte come animali con istinti senza controllo.
Continuo ad insegnare, organizzo una casa, cerco un figlio: enorme desiderio di maternità.
Nel frattempo recupero le abilità visive perdute, recandomi tre volte negli anni successivi in Spagna.                
Al Centro Barraquer conoscerò Juan Carlos, il Re e suo figlio. Mi stringe la mano, un saluto veloce in spagnolo. Strano privilegio consentito solo da eventi particolari inaspettati. Evento ancora oggi presente.
Ricordo del Centro mura di marmo nere, lastroni bianco neve: immacolate. Uno strano corteo di gatti egiziani marmorei nei corridoi e una inquietante bacheca di occhi di ogni colore e forma.
Estenuata mi addormento con questi ricordi: un domani diverso mi attende.
Sogno o sono sveglia...
Risvegli improvvisi, rieccoli, legati ai ricordi, sono nella mia stanzetta. Odo il respiro forzato della mia compagna che oramai prossima alla “Liberazione” riemerge lasciandomi un’ansia estenuante...
Ecco di nuovo il ricordo, spesso riappare ancora oggi questo insano attimo di morte, lei si agita appigliandosi ad una mano fantasma che forse vorrebbe la riportasse alla vita. Un monito. Altre memorie riemergono di anni passati. Simone, piccolo allievo biondo, lo rivedo esanime in strada. Viene ucciso dalla inettitudine umana, strappato alla vita da un incidente senza senso.
Lo stesso giorno, ancora affogata da lacrime senza fine per il mio primo abbandono affettivo verso un piccolo allievo, Giuseppe mi chiede di sposarlo. Faticherà a consolarmi per il lutto recente.
Era il 23 maggio, ma il 1979, il mio compleanno, Simone: una vita spezzata. Giuseppe mi offre un regalo di amore.




Creative Commons License